Indice dei
Va Pensiero

ITALIAN - COLOMBIAN NETWORK
Organo Ufficiale della Associazione Italiani in Colombia - AICO
(P.G. Nro 375 Risoluzione 17 Giugno 2003)

Direttore
Gianfranco Chiappo
Redazione Cartagena
Edmondo Franchina
Vittorio Golin
Redazione Bogotá
Giorgio Gatti
Redazione Italia
Pasquale Di Gregorio

Corrispondente Cali
Nathalie Michelin
Corrispondente Villavicencio
Jessica Ramirez
Corrispondente Medellin
Sergio Forgioli

Redazione Cartagena
Bocagrande, Av. San Martin
N. 9-145, Ed. Nautilis Of. 901
Tel./Fax (+57) 5-665.39.62
Redazione Bogotá
Cra.15 n.79-69-Of.510
Redazione Italia
Via Stampatori 19 10122 Torino

  1. Avviso Importante.
  2. Nuove modalità invio atti nascita.
  3. Nuovo orario servizi consolari Ambasciata d’Italia di Bogotá.

1. Avviso Importante

Non sappiamo esattamente quali azioni abbia intrapreso il Comites, ma da parte nostra ci siamo mossi pensando soprattutto di evitare problemi ai nostri Soci ed a tutta la collettività
In particolare abbiamo consultato avvocati italiani e colombiani per sapere esattamente le conseguenze dell’uso del passaporto con il doppio cognome paterno e la risposta è stata unanime: il fatto che il Consolato rilasci un passaporto non significa che si possa usare. Il documento è responsabilità di chi lo utilizza in quanto è consapevole che il nome scritto NON è il suo. Non è utilizzabile neanche in Italia in quanto l’unico caso che finora è venuto a nostra conoscenza è quello riportato nel nostro avviso e che è accaduto giustamente a Milano. La signora è stata da noi accompagnata in Ambasciata, affinché tetimoniasse l’accaduto. Quindi con piena coscienza di causa CONSIGLIAMO NON RICHIEDERE PASSAPORTI NUOVI FINO A QUANDO IL CASO NON SIA CHIARITO DA ROMA!
Un’altra iniziativa è stata di inviare una lettera: al Ministero Affari Esteri, mediante il quale si trasmettono tutti i documenti di stato civile con copia al Ministero dell’Interno, ente direttamente interessato, il cui testo potrete leggere di seguito.
Per qualsiasi dubbio, vogliate prendere contatto con noi.

2. Comunicazione importante per tutti i concittadini
Nuove modalita' circa l’invio degli atti di nascita ai comuni di origine da parte dell'autorita' Consolare

Seguendo le norme stabilite nel DPR 396 del 2000, a partire della sua entrata in vigore, il COGNOME DEL PADRE del neonato dichiarato deve essere iscritto testualmente come appare nei “dati dei genitori”. Affinché sia ben chiaro: nei registri civili di nascita – quando si tratta di figli nati nei Paesi nei quali è d’uso la utilizzazione congiunta del cognome paterno e materno – l’iscritto viene dichiarato con la prima parte del cognome del padre e con la prima parte del cognome della madre.
Nello stesso documento, nei “dati dei genitori”, questi figurano naturalmente a loro volta con i due cognomi prima quello del padre e poi quello della madre. Ed è da qui che gli uffici di stato civile devono attin gere la informazione della identità paterna da trasmettere.
Il “C o m i t e s” e le associazioni rappresentative della collettività in Colombia, ritengono opportuno portare a conoscenza dei concittadini le conseguenze alquanto pregiudiziali che derivano dall’applicazione del DPR summenzionato, nel futuro dei nuovi cittadini.
Un esempio pratico:
- il signor Bianchi Verdi e la signora Viola si sposano ed avranno un figlio che si chiamerà – per la legge locale – Bianchi Viola…. E così via per le generazioni successive.

A questo punto, secondo il detto DPR, il figlio riceverà nella trascrizione in Italia il cognome completo del padre, ossia Bianchi Verdi, per cui potrebbe risultare non figlio ma fratello di suo padre… Chiaro? Il problema a questo punto sarebbe persino risibile, se non fosse per gli effetti funesti che ne derivano: infatti, il giovane Bianchi Verdi (figlio del signor Bianchi e della signora Viola) è una persona che in Italia si chia mera' Bianchi Verdi ed in Colombia Bianchi Viola!

Il peggio viene quando il predetto giovane sarà in possesso di due passaporti, quello del paese di nascita e quello italiano, ma intestati a due persone diverse. Quando uscirà dalla Colombia dovrà farlo con il passaporto colombiano, essendo cittadino di nascita e non con l’italiano in quanto non avendo un visto di residente risulterebbe uno straniero indocumentato, ma gli sarà richiesto di mostrare il visto per il paese di destino, per cui dovrà esibire l’altro passaporto. Se il funzionario di emigrazione confronta i due cognomi si accorgerà che sono diversi.

A questo punto la riflessione porta alla conclusione che nel passaporto italiano esiste una differenza tra l’intestatario ed il portatore, per cui NON può essere utilizzato in quanto si corre il rischio di essere penalizzati in qualsiasi frontiera! Lo stesso quando nell’uso di una patente o per il pagamento con una carta di credito occorre dimostrare la propria identità. Come si registrera' in un albergo? Con il cognome risultante dal passaporto italiano o con quello risultante dal passaporto colombiano?

Un caso si e`' gia' verificato: in Italia una signora colombiana ha acquisito la nazionalità italiana assieme al figlioletto. Il comune di residenza, Genova, ha rilasciato al bimbo un passaporto secondo le ultime norme, nonostante le spiegazioni, suppliche e ragionamenti della madre. Dovendo venire in Colombia per una emergenza familiare, all’aeroporto di Milano ha mostrato il passaporto italiano, ma li' non e' stato permesso l'ingresso in aereo di detto figlio non risultando dal documento di essere figlio della signora. Per fortuna le cose non si sono complicate(poteva trattarsi di un“tentativo di emigrazione clandestina di minore”) in quanto con l'esibizione de passaporto colombiano e' stato dimostrato il rapporto di parentela.

Questo è uno degli inconvenienti più immediati, ma se ne possono verificare molti altri, come nel caso di eredità, litigi legali, finanziari, ecc.
L'interpretazione delle norme contenute nel decreto non e' certo facile: il fatto di non mantenere i dati scritti nell’atto di nascita estero, il quale indica chiaramente due cognomi che appartengono uno ad un genitore ed uno all’altro, sembra essere una sorta di manipolazione del documento stesso. La cosa piu' sorprendente è che gli Uffici competenti dello Stato italiano sono consapevoli che siffatta interpretazione della normativa potrebbe produrre parecchi problemi e disagi alle collettività italiane all’estero e di cio' non ne fanno mistero.

In questo momento la norma è contestata e in via di revisione anche perché si sta discutendo la possibilità di adottare anche in Italia, a volontà, com’è giusto, dei genitori, l’uso del doppio cognome. Ma contemporaneamente sembra che si stia studiando la adozione di un formato unico di atto di nascita per tutta la UE, ciò che potrebbe notevolmente dilatare tutto l'iter legislativo.
É urgente nel frattempo prendere idonee ed opportune misure tendenti ad evitare l'emissione di documenti e, particolarmente, PASSAPORTI con la consapevolezza che tra non molto si dovrà ricorrere ad opportune correzioni con la conseguenza di arrecare gravi disagi ai titolari dei medesimi.
Considerando che il problema è comune a tutti i Paesi dove si utilizzano due cognomi, è facile immaginare la quantità di pratiche che si accumuleranno ed il tempo che sarà necessario per rimettere le cose a posto. Esiste qualche misura preventiva nel frattempo?
Negli Stati Uniti con spirito pratico e senso comune, si è risolto o per lo meno attutito il problema con un accordo bilaterale stabilito tra le autorità consolari locali ed il Ministero Affari Esteri Italiano, mediante il quale con la trasmissione dell’atto di nascita si allega la dichiarazione del cittadino italiano affinché il Comune trascriva direttamente il primo cognome paterno.
Da notizie pervenute dai competenti Uffici romani, a seguito di quesito in tal senso, si prospetterebbe l'ipotesi che mediante una richiesta specifica e dettagliata dei problemi che possano sorgere, si potrebbe ottenere che il Ministero Affari Esteri “negozi un protocollo bilaterale che preveda una soluzione del problema analoga a quella già operativa negli USA”.
Ulteriore alternativa sarebbe che il Consolato, come tanti altri nel mondo e come ha fatto finora, trasmetta il solo cognome paterno nella piena consapevolezza che è quello “vero” da trascrivere, dato che il secondo cambia ad ogni generazione successiva. L’Ufficio Consolare, di fatto, esamina e valuta il certificato originario di stato civile colombiano e da indicazioni al Comune che esegue la trascrizione: inviando il solo cognome paterno, oltre ad indicare il cognome esatto della persona, non indica certamente una identità scorretta.
Sicuri che il nostro Ufficio Consolare risolvera' la questione nel migliore dei modi ci permettiamo di evidenziare che, a nostro sommesso avviso, sarebbe opportuno evitare di rilasciare documenti non facilmente utilizzabili perche' in contraddizione con altri rilasciati dall'autorita' colombiana, con prevedibili conseguenti penalizzazioni e disagi per i titolari oltre al fatto che detti documenti dovranno essere entro breve tempo rettificati o, comunque corretti.
Invitiamo tutti i connazionali ad aderire alle nostre proposte inviandoCON LA MASSIMA URGENZA liste di firme secondo le istruzioni che potranno ottenere nelle nostre sedi di Bogotà, Cartagena, Cali , Medellin. Santa Marta, Villavicencio e prossime che faremo conoscere. Le firme devono essere di cittadini italiani o in corso di nazionalizzazione per discendenza, corredate dagli estremi di un documento di identità.

3. Nuovo orario Ambasciata Italiana di Bogotá

Preghiamo prendere nota del nuovo orario di attenzione dell' Ufficio Consolare di Bogotá.
Lunedì: non presta servizio al pubblico
I giorni martedì, mercoledì e venerdì, l’entrata per il pubblico sarà dalle 09:00 fino alle 11:30.
Il giovedì l’entrata sarà dalle 15:30 alle 17:00
Ancora non si stanno dando appuntamenti per pratiche di ricostruzione.
Gli aggiornamenti di nascite, matrimoni e morti saranno ricevute senza appuntamenti per eventi accaduti dopo il 1990.
Passaporti: Tenete presente che dovuto alla alta domanda in questa epoca, il servizio si presta in un periodo previsto di 60 giorni, con eccezione per i passaporti scaduti di cittadini in procinto di viaggiare (dimostrando la necessità).


Se avete domande o volete offrirci la vostra collaborazione scriveteci: e-Mail: info@assoitaliani-co.org